sabato 9 maggio 2009
I motivi di una Associazione
Se volessimo fare una prima verifica dei risultati raggiunti dal Comitato ‘Salviamo il Rossini’, nato sull’onda della indignazione verso i contenuti delle due delibere di Giunta e di Consiglio Comunale relative alla gestione del nostro Teatro, pensiamo che il giudizio possa ritenersi positivo.
Innanzitutto abbiamo tenuto vivo per un periodo abbastanza lungo il dibattito sul futuro del Teatro, argomento che molti considerano secondario rispetto ai problemi e alle scelte collegate soprattutto allo sviluppo del cemento o alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, quando invece parlare di teatro significa anche affrontare in modo concreto una riflessione su come la politica intende operare per lo sviluppo culturale della città.
Una città ricca di palazzi, di ricchezze più o meno lecite, di strutture e contenitori vari, ma senza anima e senza prospettive, è una citta ‘morta’ e quindi senza futuro.
Per questo, nel corso degli ultimi anni, l’investimento per il teatro è stato sempre considerato non alla stregua di un costo materiale ma come investimento su beni immateriali, i cui frutti si verificano a lungo termine.
Pertanto, quando abbiamo letto e sentito che questa Amministrazione considera il Teatro come un costo da tagliare o ridurre, abbiamo tentato di innescare una riflessione sull’assurdità di tali scelte che portano ad un impoverimento complessivo della città.
Un primo risultato l’abbiamo raggiunto perché abbiamo preso atto che nel corso delle scelte successive un timido tentativo di modificare queste certezze è avvenuto, se vogliamo dare una patente di sincerità alle cose dette successivamente dal Sindaco e dai direttori del Teatro.
Così come un altro risultato è stato raggiunto con la riappropriazione dello spazio teatrale da parte delle Associazioni locali, in un primo momento emarginate ed espulse dal Teatro, trattati come figli indegni di poter sedere alla mensa della ‘alta cultura del cabaret’.
Analogamente qualche passo indietro rispetto alle decisioni enunciate è stato fatto sul problema della salvaguardia dei livelli occupazionali , anche se la riduzione sostanziale dei costi di manodopera è stato sbandierato ai quattro venti come una grande vittoria rispetto al passato.
Le stesse scelte del cartellone per quanto riguarda la prosa e l’affanno con cui è stata condotta la campagna abbonamenti con l’unico scopo di raggiungere un numero sufficientemente alto tale da poter pontificare sul numero degli anni precedenti, hanno denotato un nervosismo latente e una precisa volontà di smentire nei fatti le preoccupazioni sollevate dal Comitato.
Certo molte sono ancora le zone d’ombra, anzi in alcuni casi di buio assoluto: ci preoccupa la disinvoltura, spacciata per efficientismo, con cui si è lavorato all’interno del Teatro con lavori discutibili che hanno stravolto la struttura armonica del Teatro con qualche problema sulla sicurezza degli spettatori, senza voler parlare dell’ inopportuno e poco trasparente affidamento diretto dei lavori ad una Azienda locale collegata direttamente ad un Assessore Comunale.
I prezzi poi degli abbonamenti e dei biglietti per i singoli spettacoli sono raddoppiati rispetto agli anni scorsi, a fronte di un livello qualitativo degli spettacoli che ci sembra non superiore alle precedenti stagioni.
Per non parlare della scelta estremamente discutibile di inserire il cabaret nell’ambito della stagione, nonché la volontà di interrompere l’esperienza bellissima del teatro per ragazzi insieme al Maggio all’Infanzia e la particolare attenzione riservata negli anni precedenti nel campo della formazione e produzione teatrale.
Riteniamo che in questa prima fase il Comitato abbia esaurito la sua funzione. Nel futuro ci rimane il compito di seguire e monitorare l’attuale programmazione teatrale, ampliando la nostra esperienza in un ambito più prettamente culturale, di una cultura ‘altra’ rispetto ai valori ed ai contenuti di cui questa Amministrazione è purtroppo portatrice ‘non solo sana’.
Ecco i motivi che ci portano in questo momento a proporre la nascita di un’Associazione Culturale quale spazio fisico e mentale di confronto sui grandi temi della cultura e della vita di tutti i giorni, in cui il teatro rappresenta uno dei momenti importanti ma non l’unico ed esclusivo.
Spazio anche di iniziative in una realtà quale quella gioiese che rischia di rifugiarsi nel localismo esasperato e nel provincialismo di altri tempi, in cui la ‘gioiesità’ (come ‘l’italianità’ a livello nazionale) alla fine diventano solo schermi per nascondere la pochezza di idee e di iniziative.
Lo stesso nome che viene proposto quale intitolazione dell’Associazione ‘Il volo di Icaro’ vuole significare innanzitutto lo stretto collegamento che lega questa nuova realtà associativa al Comitato ‘Salviamo il Rossini’ per la presenza della ormai famosa scultura dell’artista Paradiso in Via Rossini davanti al Teatro, polemicamente osteggiata da coloro che ora sono al governo della nostra città.
Icaro che per ‘volare alto’ mise in discussione le proprie e le altrui certezze.
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