sabato 10 ottobre 2009
LETTERA APERTA
Dal 23 settembre (a parte i 5 giorni di sciopero) sulla Gazzetta del Mezzogiorno è calato il sipario sulla vita e l’attività amministrativa di Gioia del Colle, nonostante la regolare trasmissione di comunicati e articoli da parte del corrispondente locale.
La cosa ci preoccupa non poco, sia come lettori del vostro quotidiano che come cittadini di Gioia del Colle. Infatti, da notizie da noi raccolte, sembrerebbe che la redazione non abbia interesse a pubblicarli.
Tenuto conto che Luigi Mongelli scrive sulla Gazzetta da circa 40 anni, con grande professionalità e competenza, sorgono spontanee alcune domande alle quali gradiremmo si desse una risposta chiara:
- Perché la nostra cittadina è stata completamente oscurata ed è scomparsa dalla cronaca locale?
- Gli articoli sull’attività politico-amministrativa inviati dal corrispondente hanno forse irritato gli attuali Amministratori locali per la loro puntualità, oggettività e correttezza nel riportare gli avvenimenti che riguardano la nostra comunità locale?
- Corrispondono a verità le voci che circolano di una eventuale sostituzione con corrispondenti più accondiscendenti ed in sintonia con i governanti di turno, circostanza che assumerebbe tutta la valenza di un atto punitivo verso chi non vuol rinunciare alla propria autonomia di pensiero?
Abbiamo la netta sensazione che localmente si stia ripetendo quel clima che in tutto il Paese è sempre più connotato da tentativi di limitazione della libertà di informazione quando questa infastidisce chi ha le leve del comando.
Auspichiamo fiduciosi che questi nostri timori siano infondati e che la Gazzetta, che qui a Gioia del Colle annovera molti lettori ed estimatori, ripristini la corretta e puntuale informazione sulla nostra cittadina, cosa che fino a questo momento è stata garantita dall’attuale collaboratore, e che da subito si possa tornare a leggere di Gioia nelle pagine della cronaca locale.
Restiamo in attesa di riscontro.
Gioia del Colle, 7 ottobre 2009
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione “Il Volo di Icaro”
Il Coordinamento del Presidio dell’Associazione “Libera”
Via Donato Boscia, 8 – 70023 Gioia del Colle
mercoledì 3 giugno 2009
Maggio all'Infanzia - da GioiaLive.it
Nasce un'associazione di associazioni per riportare la manifestazione a Gioia
Molti, moltissimi bambini e perchè no, anche adulti, quest'anno saranno rimasti delusi dall'assenza di colore, di divertimento e di cultura che Maggio all'Infanzia portava a Gioia. La polemica a tal riguardo impazza già da diverse settimane. Una delle iniziative più concrete è stata organizzata per sensibilizzare appunto la cittadinanza al fine poi di riportare Maggio all'Infanzia a "casa sua", è stata quella organizzata da un gruppo di associazioni quali "Il volo di Icaro", il "Laboratorio culturale onlus", l'associazione "le ombre", l'ARCI, l'associazione "Libera" e "Liberate Lucignolo", dal titolo "emigrazione ed esportazione: da Gioia del Colle a Bari". La volontà di queste associazione è quella di costituirsi come realtà unica per poter perseguire questo obiettivo e quello che loro stessi hanno chiesto nel corso dell'incontro è stato che anche la stampa, a tutti i livelli, potesse dar loro una mano anche per smuovere le coscienze e fare in modo che il prossimo anno la storia cambi.
Il presidente dell'associazione "Il volo di Icaro", Dino Rubino ha così commentato la cosa. "La cultura come maggior investimento soprattutto perché rivolto ai ragazzi un onore. Chi ha potuto partecipare negli anni scorsi al Maggio all’infanzia ha potuto vedere l’entusiasmo dei nostri giovani, chi ha visto il rincorrersi da una piazza all’altra per poter seguire gli impegni, allora si può rendere conto di cosa l’amministrazione ha scippato ai nostri ragazzi perché Maggio all’Infanzia non è solo un momento di gioco, ma è anche un momento di crescita, di sviluppo, di confronto di idee ed anche un momento importante dal punto di vista economico per la città. C’erano in media 20-30 spettacoli al giorno, abbiamo avuto delegazioni da ogni parte del mondo, compreso dall’Australia, che venivano a Gioia per conoscere la manifestazione per esportarla nelle loro nazioni e per poter comprare gli spettacoli. Noi abbiamo perso anche tutto questo che permetteva di far conoscere la città anche al di fuori dei nostri confini. Noi chiediamo fortemente come gruppo di associazioni che questo sia solo un incidente di percorso e che al più presto si possa riprendere un dialogo anche con il Kismet perché il Maggio possa tornare definitivamente a Gioia perché come qualcuno ha detto Maggio all’Infanzia ha come padre il Kismet e come madre la città di Gioia ed i genitori non si cambiano, Gioia era il luogo ideale per fare questa cosa, Bari dal punto di vista logistico non offre le stesse potenzialità. Il maggio rappresentava anche un momento di incontro multietnico, con bambini che si confrontano senza alcuna barriera e non vedo perché dobbiamo perdere tutto questo. L’assessorato alla cultura è sovvenzionato dai cittadini e scopo dell’assessorato è elevare culturalmente la città, poi ci sono i teatri provati per fare dell’altro ed è compito di un assessorato elevare e far ragionare una cittadinanza e questo noi lo stiamo perdendo. Dobbiamo quindi impegnarci tutti perché il Maggio torni a Gioia, sappiamo che la sua eliminazione è stata conseguenza diretta dalla nuova gestione del teatro comunale, il Maggio potrà tornare solo se si creeranno le condizioni per una continuazione del percorso fatto negli anni scorsi, quindi potrà ritornare solo a determinate condizioni"
giovedì 28 maggio 2009
Da "La gazzetta del Mezzogiorno" 26/06/2009
GIOIA DEL COLLE CONFERENZA STAMPA DEI SODALIZI CITTADINI AMAREGGIATI PER LO SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE A BARI E NON PIÙ IN CITTÀ
Il Maggio all’infanzia scatena polemiche
Un gruppo di associazioni accusa il Comune per «l’emigrazione». L’assessore Isdraele: «Da noi ogni due anni»
• GIOIA DEL COLLE. «Emigrazione o esportazione?». E’ questo il dubbio sviluppatosi in una città che si ritiene orfana di un festival, il «Maggio all’infanzia», di cui è stato detto nel corso della conferenza stampa di presentazione della dodicesima edizione, il Teatro Kismet era il «padre», la città di Gioia la «madre». A sottolineare questo aspetto sono stati i dirigenti dell’associazione de «Il volo di Icaro» durante un incontro con i giornalisti, sostenuti da altri sodalizi presenti sul territorio come il «Lab culturale Onlus», «Le ombre», il circolo Arci «Lebowski», «Liberate Lucignolo» e il presidio gioiese di «Libera».
«Presenza quest’ultima - afferma Dino Rubino, presidente de «Il volo di Icaro» - che rafforza la nostra protesta ed anche tutto il nostro rammarico per quello che sta succedendo sotto il profilo culturale in questa città. Rammarico giustificato, perché dopo undici anni il “Maggio all’Inf anzia” non si è tenuto più nella nostra città. Manifestazione che nel corso degli anni ha avuto una grande importanza per Gioia, ma soprattutto per i ragazzi, che si sono visti “scippati” di questo importante appuntamento».
«Già, perché il “Maggio all’Infanzia” (si è chiuso ieri a Bari, ndr) - continua il presidente del sodalizio gioiese - non è soltanto un momento di gioco, bensì di crescita, di sviluppo, un momento di confronto di idee, ed anche di estrema importanza dal punto di vista economico per la città. Ma anche una sorta di “catalo go” da offrire alle tante delegazioni di spettacoli per ragazzi che arrivavano da ogni parte del mondo, finanche dall’Australia. Uno “scippo”, dunque, che ha fatto perdere alla nostra città una importante ricaduta economica e di notorietà - aggiunge Rubino - considerato che l’ha portata fuori dai nostri confini nazionali. Una delle pochissime occasioni per far conoscere Gioia, perché si fa pochissimo per farla apprezzare fuori, pur avendo cose estremamente importanti da esportare. Quanto basta per pretendere il ritorno del “Maggio” a Gioia - chiude Dino Rubino - perché si capisce bene il danno che è stato arrecato alla città, in nome di una quadratura di bilancio che contempla “rivo l i ” di spese per attività e manifestazioni ben più scadenti».
«Manifestazione che la nostra città non ha perso - controbatte il vicesindaco, Isacco Isdraele - ma che avremo da noi ogni due anni. Anche perché quello che stiamo vivendo non è il momento per mettere a bilancio un capitolo di spesa importante come quello che impone “Il Maggio”. Quindi, spero che ad iniziare dal prossimo anno, momento in cui questa manifestazione ritornerà da noi, possa essere il trampolino di lancio per poterlo riprendere in modo definitivo, facendolo diventare, come lo è stato in passato, un appuntamento annuale per la nostra città».
mercoledì 20 maggio 2009
mercoledì 13 maggio 2009
"Il volo di Icaro" - Finalità
L'Associazione non ha finalità di lucro, non sostiene alcuna organizzazione di ispirazione religiosa o partitica, e si propone come punto di riferimento e di coordinamento di azioni tendenti a promuovere, quali indispensabili strumenti di crescita culturale e civile:
· la crescita spirituale nelle giovani generazioni, l’educazione sociale negli adulti, in stretta collaborazione con altre associazioni operanti sul territorio;
· l’avvio di percorsi formativi, anche in collaborazione con altri enti e organizzazioni, per l’educazione alla legalità, all’ascolto, alla comunicazione, all’informazione, alla convivenza ed alla solidarietà;
· l’integrazione dei diversamente abili, riproponendo temi già affrontati col progetto teatro ed handicap, in autonomia o in sretta collaborazione con le associazioni che si occupano della disabilità.
A tal fine, promuove seminari, tavole rotonde, convegni, mostre, eventi letterari e culturali, compreso premi letterari e borse di studio e ogni altra forma di incontro.
L'Associazione intende, altresì, sollecitare gli enti pubblici e privati che, per le proprie competenze, possono svolgere una funzione di stimolo culturale: scuole, biblioteche, istituzioni locali e nazionali, altre associazioni culturali, enti commerciali ed economici - come banche e imprese - che dedichino risorse ad attività culturali, associazioni professionali, sociali, politiche e mezzi di comunicazione.
L'Associazione contribuisce alla crescita sociale e culturale del territorio con le iniziative che ritiene più congrue.
A questo fine, l'Associazione può:
a) fornire competenze, consulenza e formazione professionale (anche per il tramite degli associati);
b) organizzare attività di formazione ed elevazione professionale, utilizzando anche proprie risorse umane e proprie strutture;
c) inserire singole iniziative in progetti più ampi proposti da soggetti terzi e promuoverne la divulgazione a livello nazionale e locale.
Per il raggiungimento dello scopo sociale l'Associazione potrà avvalersi di collaborazioni di terzi, anche remunerate, nonché assumere dipendenti. L'Associazione non potrà svolgere attività di tipo commerciale, se non nei limiti previsti dall'art. 111 D.P.R. 917/1986. È fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
sabato 9 maggio 2009
La Puglia e Gioia, tra Resistenza e Liberazione
L'Associazione culturale " Il Volo di Icaro " di Gioia del Colle, in concomitanza della festività del 25 aprile ha dato avvio al programma delle sue attività culturali con una conferenza dal tema: 8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Puglia e Gioia tra Resistenza e Liberazione.
Alla presenza di un folto e attento pubblico dopo un quadro della situazione pugliese, tracciato dal prof. Giulio Esposito, ricercatore presso l’Istituto Pugliese per la Storia Antifascista e Contemporanea, sono stati rievocati alcuni tragici avvenimenti che hanno coinvolto alcuni civili gioiesi.
L' 8 settembre ha segnato la ferma determinazione degli Italiani dell'addio alle armi della guerra per adottare l'arma della pacificazione interna e instaurare la pace, come elemento fondamentale per la convivenza civile tra i popoli.
E' stata una tappa fondamentale nella Storia dell'Italia libera, democratica e indipendente.
Molti italiani hanno dato la loro vita per l'affermazione di quegli ideali, che porteranno al 25 aprile '45 e al 2 giugno '46.
Anche Gioia ha dato il suo contributo in vittime perché i principi fondamentali sanciti nella Costituzione, già scritti nel cuore di tutti gli uomini, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua, di religione, trovassero piena attuazione.
La conferenza del 24 aprile ha avuto questa finalità: far conoscere ai gioiesi, soprattutto ai più giovani, pagine di Storia locale, quella storia che permette oggi a tutti noi di vivere nella libertà.
Toccante è stata la testimonianza del figlio di un comandante partigiano gioiese, morto nel campo di concentramento di Mauthausen.
Durante la conferenza è stato socializzato ai presenti che Gioia, oltre ai 12 morti del settembre '43, tra cui una donna e un bambino, vittime inermi della barbarie nazista, annovera anche tre avieri morti nello stesso periodo. Inoltre Gioia ha ospitato nel campo di internamento, sito nell'ex mulino Pagano, 59 ebrei verso i quali i gioiesi hanno manifestato sensibilità e attenzione non comuni.
Inoltre nella stazione ferroviaria, dove si trovavano alcuni vagoni carichi di esplosivi tedeschi, nei giorni seguenti all’armistizio è stata evitata una strage, grazie al pronto intervento di un ferroviere.
Durante la conferenza sono stati proiettati documenti originali dei fatti narrati, a conferma dell'autenticità degli stessi.
Per tutti questi episodi il Presidente dell'Associazione, Dino Rubino, ha comunicato che in data 28 aprile 2008, per il tramite del Commissario Straordinario del Comune di Gioia, dott. Claudio Palomba, ha avviato la richiesta perché il Comune di Gioia ottenga un riconoscimento al valore civile.
L'Associazione sta seguendo l'andamento dell'iter procedurale dell'iniziativa e si impegnerà fino in fondo per il buon fine dell'iniziativa intrapresa.
Il 25 aprile il Sindaco di Gioia ha comunicato che, in linea con la volontà di pacificazione nazionale manifestata dal Presidente del Consiglio ( e dal Presidente della Repubblica ) ha deciso di intitolare due strade cittadine , in modo bipartisan, a due uomini politici gioiesi del periodo fascista.
L'Associazione manifesta la sua contrarietà a tale decisione, non solo perché presa autonomamente e senza le relative autorizzazioni di rito, ma anche perché la scelta, se pur accettabile come affermazione di principio è inaccettabile nella fattispecie poiché tende a mettere sullo stesso piatto della bilancia chi ha alimentato l'odio e la guerra e chi ha subito la guerra e la violenza.
Il Presidente comunica altresì che l'Associazione nei prossimi giorni avvierà nuove iniziative culturali.

