giovedì 28 maggio 2009
Da "La gazzetta del Mezzogiorno" 26/06/2009
GIOIA DEL COLLE CONFERENZA STAMPA DEI SODALIZI CITTADINI AMAREGGIATI PER LO SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE A BARI E NON PIÙ IN CITTÀ
Il Maggio all’infanzia scatena polemiche
Un gruppo di associazioni accusa il Comune per «l’emigrazione». L’assessore Isdraele: «Da noi ogni due anni»
• GIOIA DEL COLLE. «Emigrazione o esportazione?». E’ questo il dubbio sviluppatosi in una città che si ritiene orfana di un festival, il «Maggio all’infanzia», di cui è stato detto nel corso della conferenza stampa di presentazione della dodicesima edizione, il Teatro Kismet era il «padre», la città di Gioia la «madre». A sottolineare questo aspetto sono stati i dirigenti dell’associazione de «Il volo di Icaro» durante un incontro con i giornalisti, sostenuti da altri sodalizi presenti sul territorio come il «Lab culturale Onlus», «Le ombre», il circolo Arci «Lebowski», «Liberate Lucignolo» e il presidio gioiese di «Libera».
«Presenza quest’ultima - afferma Dino Rubino, presidente de «Il volo di Icaro» - che rafforza la nostra protesta ed anche tutto il nostro rammarico per quello che sta succedendo sotto il profilo culturale in questa città. Rammarico giustificato, perché dopo undici anni il “Maggio all’Inf anzia” non si è tenuto più nella nostra città. Manifestazione che nel corso degli anni ha avuto una grande importanza per Gioia, ma soprattutto per i ragazzi, che si sono visti “scippati” di questo importante appuntamento».
«Già, perché il “Maggio all’Infanzia” (si è chiuso ieri a Bari, ndr) - continua il presidente del sodalizio gioiese - non è soltanto un momento di gioco, bensì di crescita, di sviluppo, un momento di confronto di idee, ed anche di estrema importanza dal punto di vista economico per la città. Ma anche una sorta di “catalo go” da offrire alle tante delegazioni di spettacoli per ragazzi che arrivavano da ogni parte del mondo, finanche dall’Australia. Uno “scippo”, dunque, che ha fatto perdere alla nostra città una importante ricaduta economica e di notorietà - aggiunge Rubino - considerato che l’ha portata fuori dai nostri confini nazionali. Una delle pochissime occasioni per far conoscere Gioia, perché si fa pochissimo per farla apprezzare fuori, pur avendo cose estremamente importanti da esportare. Quanto basta per pretendere il ritorno del “Maggio” a Gioia - chiude Dino Rubino - perché si capisce bene il danno che è stato arrecato alla città, in nome di una quadratura di bilancio che contempla “rivo l i ” di spese per attività e manifestazioni ben più scadenti».
«Manifestazione che la nostra città non ha perso - controbatte il vicesindaco, Isacco Isdraele - ma che avremo da noi ogni due anni. Anche perché quello che stiamo vivendo non è il momento per mettere a bilancio un capitolo di spesa importante come quello che impone “Il Maggio”. Quindi, spero che ad iniziare dal prossimo anno, momento in cui questa manifestazione ritornerà da noi, possa essere il trampolino di lancio per poterlo riprendere in modo definitivo, facendolo diventare, come lo è stato in passato, un appuntamento annuale per la nostra città».
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