mercoledì 3 giugno 2009

Maggio all'Infanzia - da GioiaLive.it

Si spengono i riflettori sul Maggio all'Infanzia barese, ma a Gioia incalza la polemica

Nasce un'associazione di associazioni per riportare la manifestazione a Gioia


Molti, moltissimi bambini e perchè no, anche adulti, quest'anno saranno rimasti delusi dall'assenza di colore, di divertimento e di cultura che Maggio all'Infanzia portava a Gioia. La polemica a tal riguardo impazza già da diverse settimane. Una delle iniziative più concrete è stata organizzata per sensibilizzare appunto la cittadinanza al fine poi di riportare Maggio all'Infanzia a "casa sua", è stata quella organizzata da un gruppo di associazioni quali "Il volo di Icaro", il "Laboratorio culturale onlus", l'associazione "le ombre", l'ARCI, l'associazione "Libera" e "Liberate Lucignolo", dal titolo "emigrazione ed esportazione: da Gioia del Colle a Bari". La volontà di queste associazione è quella di costituirsi come realtà unica per poter perseguire questo obiettivo e quello che loro stessi hanno chiesto nel corso dell'incontro è stato che anche la stampa, a tutti i livelli, potesse dar loro una mano anche per smuovere le coscienze e fare in modo che il prossimo anno la storia cambi.

Il presidente dell'associazione "Il volo di Icaro", Dino Rubino ha così commentato la cosa. "
La cultura come maggior investimento soprattutto perché rivolto ai ragazzi un onore. Chi ha potuto partecipare negli anni scorsi al Maggio all’infanzia ha potuto vedere l’entusiasmo dei nostri giovani, chi ha visto il rincorrersi da una piazza all’altra per poter seguire gli impegni, allora si può rendere conto di cosa l’amministrazione ha scippato ai nostri ragazzi perché Maggio all’Infanzia non è solo un momento di gioco, ma è anche un momento di crescita, di sviluppo, di confronto di idee ed anche un momento importante dal punto di vista economico per la città. C’erano in media 20-30 spettacoli al giorno, abbiamo avuto delegazioni da ogni parte del mondo, compreso dall’Australia, che venivano a Gioia per conoscere la manifestazione per esportarla nelle loro nazioni e per poter comprare gli spettacoli. Noi abbiamo perso anche tutto questo che permetteva di far conoscere la città anche al di fuori dei nostri confini. Noi chiediamo fortemente come gruppo di associazioni che questo sia solo un incidente di percorso e che al più presto si possa riprendere un dialogo anche con il Kismet perché il Maggio possa tornare definitivamente a Gioia perché come qualcuno ha detto Maggio all’Infanzia ha come padre il Kismet e come madre la città di Gioia ed i genitori non si cambiano, Gioia era il luogo ideale per fare questa cosa, Bari dal punto di vista logistico non offre le stesse potenzialità. Il maggio rappresentava anche un momento di incontro multietnico, con bambini che si confrontano senza alcuna barriera e non vedo perché dobbiamo perdere tutto questo. L’assessorato alla cultura è sovvenzionato dai cittadini e scopo dell’assessorato è elevare culturalmente la città, poi ci sono i teatri provati per fare dell’altro ed è compito di un assessorato elevare e far ragionare una cittadinanza e questo noi lo stiamo perdendo. Dobbiamo quindi impegnarci tutti perché il Maggio torni a Gioia, sappiamo che la sua eliminazione è stata conseguenza diretta dalla nuova gestione del teatro comunale, il Maggio potrà tornare solo se si creeranno le condizioni per una continuazione del percorso fatto negli anni scorsi, quindi potrà ritornare solo a determinate condizioni"


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